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Impianto GPL di Val da Rio, Energia Civica: “La palazzina è abusiva e insiste su un terreno non di proprietà di Costa Bioenergie”

Energia Civica torna a far sentire la propria voce sul deposito di GPL di Val Da Rio. Lo fa attraverso una nota che ripercorre le ultime vicende legate all’impianto.
Scrive Roberto Rossi consigliere comunale di Energia Civica: “Il mosaico degli illeciti compiuti sul terreno dell’ex deposito di GPL in Val da Rio si sta via via completando! Dopo il “subaffitto” da parte di ASPO a Costa Bioenergie di terreno che non era di sua proprietà, adesso la sentenza della Cassazione sulla bancarotta fraudolenta di Costa Petroli che ha venduto per 300.000 euro una frazione di terreno ad una Società appartenente alla famiglia Costa, che poi l’ha venduta a Costa Bioenergie per 3 milioni di euro! È semplicistico dire che il Comitato NO GPL lo aveva già detto, è più appropriato dire che lo aveva già dimostrato a suo tempo agli Enti preposti, con relative documentazioni.
Il terreno ora in discussione, che è passato da Costa Petroli a Costa Bioenergie, è quello su cui insiste l’impianto tecnologico del deposito e la palazzina uffici”.
Nella nota Rossi ricorda che il fatto che la palazzina fosse abusiva era già stato segnalato agli Uffici e alla passata Giunta Comunale: “Oggi di fatto risulta che la palazzina non è solo abusiva ma insiste su un terreno non di proprietà di Costa Bioenergie. Questa è l’occasione giusta per chiudere definitivamente il capitolo dell’ex deposito e, visto che il terreno sarà messo in vendita dal curatore fallimentare per pagare i debiti di Costa Petroli, sarebbe importante che lo stesso venisse acquistato dal Comune o dall’Autorità Portuale o ancora da veri portatori d’intesse del mondo della pesca; si potrebbe dare l’avvio al concreto trasferimento del Mercato Ittico all’ingrosso per gettare le basi di uno sviluppo del Polo Ittico e per risolvere un problema di traffico “pesante” non più tollerabile per una località balneare come Sottomarina”.
Il consigliere di Energia Civica chiude la nota ricordando che l’Ufficio UNESCO, nella determinazione n°11 del dicembre scorso, ha RISOLLECITATO il Governo per lo smantellamento dell’ex deposito di GPL”.